La scopa della Befana e il sacco di Babbo Natale
SINISTRA ×11 · DESTRA ×11 · circa 3 min di lettura
La notte di Natale, sul tetto di casa Rossi, successe una cosa mai vista: Babbo Natale e la Befana arrivarono nello stesso momento. Lui con la slitta, lei con la scopa. La Befana atterrò a ← sinistra del comignolo, Babbo Natale a destra →. «Ma non arrivi il sei gennaio?» chiese lui. «Sono venuta a dare un’occhiata» rispose la Befana. «Voglio vedere dove si appendono le calze.»
Per salutarsi, tutti e due appoggiarono le loro cose sul comignolo: il sacco a ← sinistra, la scopa a destra →. Poi si misero a discutere: meglio il panettone o il pandoro? Nel frattempo, una folata di vento fece girare tutto: il sacco finì a destra →, la scopa a ← sinistra.
Quando Babbo Natale si voltò, prese con la mano ← sinistra quella che credeva la sua roba e partì. La Befana prese con la destra → la sua, e volò via. Solo che lui aveva la scopa, e lei il sacco!
La scopa, che non era abituata alle renne, partì a tutta velocità: prima a ← sinistra, sopra il campanile, poi a destra →, sopra la piazza, poi di nuovo a ← sinistra, così forte che Babbo Natale perse il cappello.
Intanto la Befana, con il sacco pieno di regali sulla spalla destra →, si chiedeva perché fosse così pesante. «Non ho mai portato tanta roba!» borbottava, girando a ← sinistra e a destra → sopra i tetti.
Alla fine si incontrarono a metà strada, sopra il fiume. Babbo Natale arrivò da ← sinistra, aggrappato alla scopa, la Befana da destra →, piegata sotto il sacco. Si guardarono e scoppiarono a ridere. «Credo che questo sia tuo» dissero insieme.
Si scambiarono le cose: la scopa passò a ← sinistra, il sacco a destra →, e poi, per sbaglio, di nuovo a ← sinistra e a destra →, finché le renne non dissero basta. Per farsi perdonare, lei gli lasciò un carbone di zucchero.
Poi Babbo Natale tornò sul tetto dei Rossi e consegnò un regalo a ogni persona della casa: uno a ← sinistra dell’albero, uno a destra →, finché il sacco non fu vuoto. La storia finisce qui: adesso ogni persona apre il regalo che ha in mano!
La tombola della cena aziendale
SINISTRA ×14 · DESTRA ×14 · circa 4 min di lettura
Alla cena aziendale della Fiocco di Neve, ogni anno, dopo il dolce si gioca a tombola, e quest’anno i premi erano proprio i regali del Secret Santa. Giulia, dell’amministrazione, li aveva sistemati sul tavolo: a ← sinistra quelli piccoli, a destra → quelli grandi. Tutto era pronto: il cartellone, le cartelle, i fagioli secchi per segnare i numeri. Mancava solo una cosa: il sacchetto con i novanta numeri.
«L’avevo messo sul tavolo a ← sinistra» disse Giulia. «O forse a destra →. Comunque vicino al panettone.» Tutti guardarono il panettone. Il panettone non disse niente.
Il capo, Andrea, si alzò in piedi. «Niente panico. Chi è seduto a ← sinistra cerca a ← sinistra, chi è seduto a destra → cerca a destra →. Chi è in mezzo controlla il pandoro, non si sa mai.»
Quelli di ← sinistra guardarono sotto le sedie, dietro le tende e nel cesto del pane. Trovarono un tappo, tre tovaglioli e un orecchino che nessuno riconobbe. Quelli di destra → frugarono nei cappotti appesi e trovarono solo guanti, sciarpe e un biglietto dell’autobus di sei anni fa.
Poi arrivò il cameriere con i caffè. Teneva il vassoio con la mano destra → e, nella ← sinistra, un sacchetto rosso. «Qualcuno ha perso questo?» chiese. Tutti gridarono di gioia. Il sacchetto dei numeri!
Ma quando Giulia lo aprì, dentro c’erano… mandarini. Novanta mandarini piccolissimi. «Ah, questi sono della cucina» spiegò il cameriere, girando a ← sinistra verso la porta. «Il vostro allora sarà… di là» disse, indicando a destra →.
Marco, del reparto informatico, partì di corsa: a destra → verso la cucina, a ← sinistra attorno al bancone, ancora a destra → dietro la vetrina dei dolci, e infine a ← sinistra. E lì, tra un vassoio di cannoli e uno di struffoli, c’era il sacchetto vero, con tutti i novanta numeri dentro.
Il cuoco lo guardò, alzò la spalla ← sinistra, poi la destra →. «Pensavo fossero gettoni per il caffè.»
Finalmente si giocò. Andrea pescava i numeri con la mano ← sinistra e li segnava sul cartellone con la destra →. «Novanta, la paura!» gridò, e tutti risero. Ambo a ← sinistra, terno a destra →, e alla fine la tombola la fece il cameriere, che aveva preso una cartella per scherzo.
Ma i regali erano per tutti, non solo per chi vinceva. Andrea guardò a ← sinistra, guardò a destra → e disse: «Grazie a tutti per questo anno. E adesso, Secret Santa!» E i regali cominciarono a girare intorno al tavolo, prima verso ← sinistra, poi verso destra →.
E così la storia finisce: adesso ogni persona apre il regalo che ha in mano!